martedì 19 maggio 2015

Settimana dei cimiteri storici europei


Anche nel 2015 si terrà la settimana dei Cimiteri Storici Europei organizzata dall' ASCE ( Association of significant cemeteries in Europa) con lo scopo di promuovere la considerazione storico artistica dei cimiteri.
E infatti i cimiteri oltre a essere luoghi importanti per la commemorazione dei defunti, risultano essere dei veri e propri musei a cielo aperto che conservano opere d'arte dei più grandi artisti del passato.
La creazione di eventi come questo ci possono offrire la possibilità di scoprire le bellezze del nostro territorio e, nello stesso tempo, contribuiscono a farci appropriare di un luogo, quello cimiteriale, che per troppo tempo è stato investito di carica negativa.
Un modo per riavvicinarci alla morte attraverso la scoperta delle bellezze che hanno aiutato i superstiti a affrontare la perdita dei propri cari.
La settimana dei cimiteri storici del 2015 si svolgerà dal 22 al 31 maggio. Alcuni cimiteri, ad esempio il cimitero monumentale del Verano di Roma, offrono un ricco calendario di eventi ( vedi a tal proposito Articolo sul cimitero monumantale mdel Verano).
Ma quello di Roma non sarà l'unico: anche a Torino e a Genova sono già stati fissati interessanti appuntamenti per chi volesse scoprire le bellezze dei cimiteri monumentali.

Per chi fosse interessato a questa rassegna e vorrebbe saperne di più, vi lascio il sito dell'ente organizzativo
http://www.significantcemeteries.org/


A presto
Mathias

lunedì 18 maggio 2015

Six Feet Under: la morte si fa serialtv

Era il lontano 2001 ( in Italia il 2004)  quando sugli schermi televisivi appariva Six Feet Under, serie televisiva divenuta ormai un cult, ideata da Alan Ball. Una serie che sin dal titolo denunciava uno stretto rapporto con la Nera Signora ( six feet under, letteralmente sei piedi sotto, fa, infatti, riferimento alla profondità delle sepoltura  in America).

E la morte, soprattutto nella prima stagione, diventa tema ampiamente investigato.
La serie non ricerca il sensazionale, il macabro o lo show degli orrori ma anzi affronta il tema morte e tutto ciò che a esso è collegato con estremo rispetto e nella maniera più pacata possibile.

Andiamo con ordine.

La serie è divisa in 5 stagioni da circa 13 episodi ciascuna. All'intenro di queste stagioni viene narrata la storia della famiglia Fisher, proprietari di una funeral home di Los Angeles.
( Benchè in America la tradizione della funerl home sia ben radicata, in Italia soltanto recentemente questo luogo sta prendendo piede. Ricordo, a titolo puramente informativo, forse la più grande funeral home italiana: Terracielo a Modena)
La funeral home, però, più che diventare protagonista assoluta della serie, diventa un buon pretesto per affrontare determinati temi legati alla morte che, puntata dopo puntata, vengono a contatto con i protagonisti.

Ogni puntata inizia con una morte. La prima puntata vede infatti il capofamiglia Nathaniel, morire durnte un incidente automobilistico. Nathaniel era il proprietario della funeral home.
Ha 3 figli: Nate ( il maggiore che si era allontanato dalla casa paterna per non svolgere il lavoro come impresario funebre ma che, proprio in questa prima puntata, sarà costretto, a causa della morte del padre, a tornare dai familiari e incominciare una nova vita); David (lavora col padre nella funeral home, il classico figlio modello che intraprende la carriera del padre svolgendo egregiamente il lavoro di impresario funebre); Claire ( adolescente in piena crisi di ribellione verso il mondo, aspirante artista).
Nathaniel è sposato con Ruth, donna repressa che ha dedicato la sua vita alla famiglia dimenticandosi di vivere la sua ( la morte del marito le darà uno stimolo in più per riappropriarsi della sua vita).
Interagiscono con i Fisher altri personaggi: Brenda ( inizialmente semplice conoscente poi amica intima poi moglie di Nate; Keith compagno di David; Federico, dipendente e poi socio della funeral home).
 
In questa sede mi limiterò a analizzare gli elementi presenti nella serie che hanno affrontato gli aspetti legati alla morte e non mi dilungherò sulle descrizioni delle relazioni che intercorrono tra i vari personaggi a meno che queste non risultino importanti per affrontare determinate questioni.

Molte morti
Come già accennato prima, tutte le puntate iniziano con la narrazione di una morte (la prima puntata vede la morte di un componente della famiglia protagonista, le altre vedranno protagonisti personaggi vari). Questo espediente risulta a mio avviso ottimo poichè presenta in tutta franchezza la quotidianità, l'imprevedibilità e la normalità della morte. I tipi di morti descritte sono varie, alcune risultano essere comiche, altre più tragiche ma proprio in questa differenziazione ci percepisce una caratteristica fondamentale della stessa morte: si può morire in qualsiasi momento. E la scelta non è affatto casuale. Infatti in molti testi tanatologici viene indicato il progresso medico e il relativo allontanamento della morte (che avviene sempre più in età avanzata) come uno degli elementi che ha contribuito ad allontanare, non solo temporalmente ma anche mentalmente, l'uomo dalla morte.

Due idee contrapposte
Altro aspetto interessante, presente soprattutto nella prima stagione della serie, è la contrapposizione di due ideali differenti di vivere la morte e i rituali a essa collegati. I due differenti approcci sono incarnati dai due fratelli. Da una parte vediamo David che, ormai abituato a svolgere il suo lavoro di impresario funebre, ha acquisito quella mentalità tutta moderna che si è diffusa nella seconda metà del 900: la morte deve essere pulità, decorosa, le emozioni vanno frenate il più possibile, il tutto si svolge in maniera ordinata e asettica, il funerale è inteso come business. Diversa invece l'idea di Nate che incarna appiena l'idea di morte arcaica con una forte importanza per le emozioni dei superstiti, maggior rapporto umano nell'accompagnamento al lutto, importanza per il rituale e le volontà del defunto.

La molteplicità dei rituali
Le persone che si rivolgono ad una Funeral home possono appartenre a differenti confessioni religiose o culture. Puntata dopo puntata vengono presentati differenti rituali e diverse usanze legate alla morte, alla trattazione del corpo, alle credenze dell'aldilà ecc. Questo offre un interessante spunto riflessivo per ben capire la molteplicità di modi in cui l'uomo si accosta alla morte e ci dimostra come alcuni comportamenti che per la nostra cultura sono oggi considerati irrispettosi ( per esempio la fotografia post mortem) per altre culture sono, invece, comportamenti accettati.

Non solo morte
La quinta stagione, nonostante continui a portare avanti alcuni discorsi sulla morte, è prevalentemente incentrata sulla vita. O meglio sulle difficoltà di creare una vita. In questa stagione assistiamo, infatti, alla ricerca da parte di Brenda di diventare madre e assistiamo anche alle difficoltà di far nascere una nuova vita. Lo stesso discorso vale per David e Keith chesi attivano per adottare un bambino o per farlo nascere tramite mamma surrogato. Soprattutto in quest'ultimo caso, la serie si rivela capace di affrontare temi ancora oggi molto discussi.

La metafora della vita 
La serie tocca il suo livello più alto nei cinque minuti finali.
eviterò alcuni particolari ma ci saranno inevitabili spoiler
Claire (la piccola di casa Fisher) saluta madre e fratello per trasferirsi. I saluti sono sempre strazianti e in questo caso la ragazza non saluta solo i suoi familiari ma saluta anche la sua adolescenza.
Alla guida della sua macchina parte verso nuove destinazioni e, con sottofondo la canzone Breathe me di Sia, inizia la più bella metafora della vita che io abbia mai visto.
Il viaggio in macchina di Claire, infatti, si trosforma nell'immagine della vita che corre, che va verso la sua meta. Durante la narrazione di questo viaggio, ci vengono presentate scene future che riguardano i nostri protagonisti. Assistiamo a momenti belli ( matrimoni, compleanni) ma anche a momenti meno leggeri: Ci vengono, infatti, presentate, tutte le morti dei personaggi della serie, Claire compresa. E nonostante tutto la vita continua ad andare avanti, la macchina non si ferma, prosegue inarrestabile.
Poco importa se alla macchina c'è Claire: su quella macchina ci potrebbe essere chiunque. Ed è proprio questa la forza di questo bellissimo finale. Inevitabilmente ci riconosciamo, ci immedesimiamo. Su quella macchina non c'è solo Claire, ma ci siamo tutti. E corriamo chissà dove alternando periodi belli e meno belli.



Considerazione veloce sui personaggi
Nate: benchè durante la prima stagione poteva essere un personaggio interessante, durante le successive diventa schiavo passivo degli eventi. non riusciamo mai a vederlo pienamente felice e convinto delle sue scelte.
David e Keith: raccontano la vita di una coppia omossessuale con tutte le problematiche connesse: coming out, rapporto con familiari, matrimonio, adozione.
Claire: durante le prime 4 stagioni risulta essere eccessivamente stereotipata e l'accento viene posto sul suo essere un'adolescente ribelle. La quinta stagione vede la sua totale maturazione e l'ingresso nell'età adulta.
Ruth: donna che si è sempre messa in ombra durante la sua vita matrimoniale, con la morte del martio intraprenderà un viaggio alla scoperta di se stessa per riappropriarsi di se e della sua vita.
Brenda: il personaggio più complesso. In eterna lotta con se stessa e con gli altri. Il personaggio, assieme a Ruth, a mio avviso, più interessante della serie.





Oltre ai personaggi "vivi" bisogna menzionare anche la presenza dei "morti" che inevitabilmente stringono un rapporto molto forte con chi rimane al di quà. I morti, infatti, popolano la serie e tornano nei pensieri, nelle visioni, nei ricordi, nelle riflessioni dei protagonisti dando consigli, spunti riflessivi e consolazioni.

I rapporti umani tra i vari personaggi sono assai complicati e sviluppati soprattutto nelle stagioni centrali. Sembra quasi che i rapporti siano al centro dell'esistenza umana e che da essi dipenda la nostra felicità.

Per ora mi fermo qua.
Al prossimo post

Mathias