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sabato 26 ottobre 2013

Morte o non morte? After.Life Film di Agnieszka Wojtowicz-Vosloo

After.Life di Agnieszka Wojtowicz-Vosloo è un film del 2009 con Christina Ricci. Il film è la prima opera della regista polacca che ha deciso di affrontare il delicato tema della morte, o meglio, il confine tra morte e vita.


Anna Tylor (Christina Ricci), insegnante elementare, vive una vita apatica, segnata anche dai continui litigi e incomprensioni con il suo ragazzo. Dopo l'ennesima discussione, causata dall'incomprensione, Anna ha un incdente automobilistico  mortale.
La protagonista si ritrova sul lettino autoptico di una funeral home con il tanatoesteta Eliot Deacon ( Liam Neeson) che si accinge a prepararla per il suo funerale.
Anna è visibilmente scossa dalla notizia, fa di tutto per dimostrarsi e dimostrare  che lei non è morta ma ancora viva.
Il film è giocato proprio su questo tema. Anna Tylor è viva o morta? Il tanatoesteta ha davvero il dono di interagire con i defunti o , la sua, è tutta una messa in scena per cercare di porre fine a vite non vissute come si dovrebbe?
Il film non ci offre nessuna spiegazione certa. Sta allo spettatore decidere cosa credere.

I dialoghi tra Anna e Eliot, e l'inevitabile rapporto che si instaura tra i  due, costituiscono il perno su cui ruota l'intero film. Anna è convinta di essere viva, non accetta la sua morte ( reale o presunta?), fa il possibile per scappare dalla funeral home che la intrappola e attacca il tanatoesteta in tutti i modi possibili.
Quest'ultimo, invece, rimane impassibile e cerca di convincere Anna della sua morte, le dice di arrendersi perchè ormai non può più tornare indietro.


Il film, che potremmo classificare come horror e thriller psicologico, offre molte riflessioni sulla morte contemporanea a mio avviso interessanti.

- La questione dell'esclusione della morte dalla vita, soprattutto da quella dei bambini o individui non ancora adulti, è ben palesata all'inizio del film. Infatti, un alunno di Anna esprime il desiderio di poter assistere a un funerale a cui dovrà pertecipare la sua maestra ( è infatti morto un maestro della protagonista). Anna, visibilmente turbata da questa richiesta, risponde che il funerale è una questione privata e familiare e quindi un evento inappropriato per un bambino (le riflessioni che Gorer faceva negli anni '50 del novecento sono ancora valide all'interno della nostra società e del nostro rapporto con la morte).

- Al funerale del maesto, Anna visita il corpo del defunto e ne prova timore ( causato anche da una visione). La paura scaturita dalla vista di un cadavere è un tema importante che denuncia, ancora una volta, il nostro strano rapporto con la morte e il cadavere.

- Anna, dopo l'incidente, quando è rinchiusa nella funeral home, non accetta la sua morte (il tanatoesteta diche che tutti i morti sono uguali e non vogliono accettare questa loro nuova condizione). Il tema del morto che non accetta la sua dipartita è presente in molte culture, tant'è che molti rituali passati avevano proprio il compito di placare la furia dell'anima del defunto per farla accedere il prima possibile al mondo dei morti.
Nel film è molto presente questa situazione: come dice anche il tanatoesteta il morto ormai deve abbandonare la vita perchè non fa più parte di questo mondo.

Mentre Anna è in lotta con il tanatoesteta, i suoi cari, e soprattutto il suo ragazzo,  affrontano il difficile periodo del lutto.
Paul ( Justin Long), il ragazzo di Anna, rimane sconvolto dalla notizia della sua morte. Non riesce a darsi pace e non accetta neanche la morte. Non ci crede.  Nega la realtà convincendosi, invece, che Anna è ancora viva. Questi sentimenti scaturiscono dal fatto che lui non ha ancora visto il corpo della sua amata. La vista del corpo, come affermano molti studiosi, è il primo tassello fondamentale per dare avvio alla metabolizzazione del lutto. Il cadavere, infatti, è la concretezza della morte, l'immagine della fine che si palesa e ci rende possibile metabolizzare e accettare la perdita.

In tutto il film, però, anche noi vivamo in una sorta di continua ambiguità. Non riusciamo mai a capire se la morte di Anna è reale o presunta. 

Ritorniamo al personaggio di Anna che , alla fine, pare accettare la sua situazione di morta. La vediamo adagiata nella bara, scambiare le ultime parole con il tanatoesteta che ha completato il lavoro. Lei chiede di potersi specchiare un'ultima volta. Desiderio esaudito. Unico problema: lo specchio, che offre ad Anna la sua immagine, si appanna a causa del suo respiro. E' dunque viva?
La paura di essere sepolti vivi per morte apparente è una paura reale che, soprattutto nel corso del Sei e del Settecento era molto diffusa.

Non vi voglio svelare il finale per non rovinarvi la visione del film.

Conclusione
Il film offre delle interessanti riflessioni sulla morte e sul morire, sul rapporto tra vita e morte.
Il rapporto tra vivi e morte è mediato, come vuole la cultura americana, dalla figura del Funeral director e della funeral home, luogo dedicato a tutto ciò che riguarda la morte, sino a poco tempo fa prassi esclusivamente americana, che oggi inizia a prendere piede anche nel nostro paese.

Non mancano, all'intenro del film, scene angoscianti e velatamente horror che presentano visioni macabre della morte e dell'aldilà ( una su tutte la visione che Anna ha del suo funerale)

All'intenro del film troviamo anche una sorta di poetica non del tutto originale per il cinema contemporaneo.
Il tanatoesteta, infatti, pare svolgere un compito di punizione e di pulizia. Infatti, i soggetti da lui preparati e sepolti, sono tutti soggetti che hanno vissuto una vita in maniera completa, vivendo da morti molto prima della lroo reale morte. Il lavoro del tanatoesteta, in questo film, sembra essere finalizzato a regalare la morte a chi non si merità, o non è capace di vivere, la vita. ( per questo l'ambiguità sulla morte reale o rpesunta di Anna accompagna tutto il film). Tale atteggiamento punitivo era ben rpesente nella serie Saw l'enigmista.
La figura del tanatoesteta potrebbe essere nuova per qualche lettore. Diciamo che il Tanatoesteta è colui che prepara il cadavere, con alcuni interventi che mirano a donare al cadavere un'immagine vitale ( con l'uso anche di make up). Sul ruoolo del tanatoesteta e sull'importanza degli interventi sui cadaveri è stato scritto tanto, anche in merito alle varie simbologie che il cadavere riveste. Tutti questi argomenti verranno affreontati in post futuri e nei video del mio canale "Parliamo di morte".


Il sottoscritto si sente di consigliare il film sia agli amanti del genere sia a chi è interessato agli aspetti della morte nella contemporaneità.

Vi lascio qui, come sempre, il link al video del mio canale, in cui parlo del film qui sopra presentatovi.

Vi ringrazio per la visita  e vi so appuntamento al prossimo post.

Il mio video su youtube:


Trailer del film:


sabato 9 aprile 2011

Quando il film delude...

Mi piace leggere libri e poi guardare i film da essi tratti. Mi piace leggere un libro per crearmi nella mia mente le immagini, la storia, la fisionomia dei personaggi, immaginarmi la voce, creare i paesaggi con gli elementi che lo scrittore offre.
E mi piace anche guardare i film tratti dai libri per vedere comeil film è stato sviluppato dal regista, quale interpretazione ha avuto...

Così, recentemente, ho letto il romanzo Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Stree, scritto da un collettivo di scrittori intorno al 1850, e subito dopo ho guardato l'omonimo film creato da Tim Burton nel 2007.

Il romanzo risulta essere un romanzo gotico originale, incentrato sulla figura di un barbiere diabolico chhe uccide le sue vittime solo per la voglia di ricchezza. il romanzo presenta una intricata serie di eventi, di varie vite diverse che, inesorabilmente, si legano ed entrano in contatrto con il diabolico barbiere.
Benchè presenti alcuni elementi del romanzo gotico classico ( il manicomio come luogo di prigionia e violenza che sostituisce il monastero nei romanzi gotici classici), il romanzo Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Streetci offre un'importante critica al capitalismo e alla negatività che infonde nell'uomo: il barbiere uccide senza problemi, solo per accumulare ricchezze.
Vi rimando al video del mio canale youtube in cuo ho recensito questo romanzo:



Da questa storia, nel 2007, Tim Burton ne ha tratto un film sottoforma di musical dal titolo Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Streetinterpretato da Johnny Depp.
il film, personalmente, riulta essere estremamente noioso e lento: le musiche, troppo "lente" per la violenza che la storia richiederebbe, rallentano la narrazione.
il personaggio di Todd è completamente cambiato rispetto al romanzo, qualsiasi critica al capitalismo è negata e sostituita da altri temi , come l'amore, la famiglia, la vendetta che risultano essere scontati e già visdti mille volte in altri film. Manca completament il cinismo, la cattiverià, la brutalità che sono elementi fondamentali nel romanzo del 1850.
Johnny Depp risulta essere assolutamente inadatto a vestire i panni del diabolico e raccapricciante barbiere: la sua interpretazione risulta essere già vista, o meglio, è semplicemnte se stesso ( cosi come ha fatto in altri film).


ecco ora le mie considerazioni:
i romanzi, le opere letterarie, sono state scritte per essere lette non per essere trasposte in film e date in pasto alla massa ignorante: se un regista decide di trasporre un libro in film, dovrebbe, almeno per una buona parte, seguire quella che è la storia originale: non dico di segire pedissequamente il romanzo, ma almebo lo sviluppo base e SOPRATTUTTO il senso e gli elementi salienti.

BASTA con i film tutti uguali che non affrontano tematiche importanti e di critica;
BASTA con i sentimentalismi inseriti a cazzo nei film
BASTA con la collaborazione tra Burton e Depp: i film sembrano sempre tutti uguali.
BASTA osannare un film solo perchè fatto e interpretato da personaggi ormai celebri.

CI VUOLE PIU RICERCA ESTETICA E DI CONTENUTO, è necessario creare dei film per la massa che affrotnino anche tematiche importanti che facciano un minimo riflettere.

martedì 15 marzo 2011

Horror... si rimane basiti!!!! (

Domenica mi sono concesso, finalmnete, ben due film horror ( film che guardo sempre volentieri, in attesa di trovare quello piu sconvolgente!).
Domenica è stato il turno di Saint Ange e L'ultimo esorcismo che, devo ammettere, mi hanno lasciato un po perplesso, soprattutto per la costruzione delle varie trame.

Saint Ange è un film del 2004 di Pascal Laigier, ambientato negli anni cinquanta, in un orfanotrofio. La sotria è incentrata sulla figura di una govane donna incinta, che partecipa ai lavori di pulizia dello stabile.


L'orfanotrofio oltre a ospitare la giovane ragazza, ospita la governante, che risulta essere colei che gestisce le varie pulizie, e una fanciulla ( abbastanza inquietante) che vive nell'orfanotrofio stesso.

Il film incentra tutta la sotria su i cosidetti "altri bambini che fanno paura": spiriti di bambini che non si sa per quale motivo abitino ancora lo stabile.
La loro presenza si avverte nei classici rumori che disturbano la vita dell'orfanotrofio ( movimenti di sedie, porte, rumori vari).
il problema di tutto ciò. è che i rumori provengono sempre da piani superiori, da stanze lontane, e la fonte di questi non è mai direttamente mostrata.
il tutto rende il film molto lento, poco coinvolgente e assolutamente incomprensibile.
Non parliamo poi della fine, in cui non si riesce a capire tutta la storia. Lo spettatore si ritrova disorientato, con in mente una storia senza alcun senso logico ( questo spaesamento lo si ritorva in narrativa gotica nel romanzo di James, Giro di vite).
La difficile lettura del film, però, non mi ha sorpreso particolarmente perhè il regista predilige la costruzione di film estremamente criptici. Basta solo ricordare Martyrs (2008), film estremamente violento ( violenza pura dal primo minuto di film sino alla fine!), con uno sviluppo della trama angosciante che si chiude con una fine capolavoro assolutamente disorientante.









Passiamo a L' ultimo esorcismo, film recentissimo (2010) di Daniel Stamm.
Il titolo richiama inevitabilmente i vari film di esorcismi che si sono fatti in passato. Il film in questione, però, non porta niente di nuovo al filone demoniaco, tanto caro alla cinematohrafia del terrore.

Il film narra le vicende di un predicatore esorcista americano, non tanto convinto dlel'esistenza del diavolo, che decide di registrare i vari esorcismi.
Seguito da una troupe televisiva si accinge a compiere il suo inizialmente "finto" rituale, per poi scoprire che la ragazza con cui ha a che fare è realmente posseduta da un demone.

Il film ha troppi elementi presi da film demoniaci precedenti: l'inimitabile L'esorcista di William Friedkin ( del 1973 e che per il sottosritto è uno dei film horror meglio riusciti della storia del cinema) insegna le scene del rituale e alcune scene sembrano essere copiate pari pari. Il piu recente L'esorcismo di Emily Rose ( 2005 di Scott Derrickson) offre a questo L'ultimo esorcismo, le ambientazioni ( soprattutto l'esorcismo nella stalla- fienile, e le contorsioni della giovane indemoniata)- L'esorcismo di Emily Rose risulta però essere di gran lunga più coinvolgente di questo ultimo film.

Il film di esorcismo di Stamm viene completamente costruito in forma documentaristica, con telecamera a mano che cerca di rendere piu reale e amatoriale la ripresa ma che ormai stanca, non appassiona più, anche perche molte scene risultano completamente illeggibili causa poca luce e mancanza di messa a fuoco ( e qui si rirendono vari film che hanno usato la stessa tecnica).
Il film, poi, culmina con un finale in parte inaspettato ( almeno per il sottoscritto e che, in questa sede, non svelerò per rispetto di ancora non ha visto il film) ma che riprende un altro classico del genere: Rosemary Baby del 1968 di Roman Polansky ( film che il sottoscritto non ha apprezzato).


In generale che dire. analizzando questi ultimi film horror evinciamo che:
- i film con presenze paranormali stanno perdendo inventiva, e pochi registi hanno la capacità di stupire o impaurire.
- alcuni film risultano essere troppo criptici, costruti male e rendono quasi impossibile la comprensione della storia ( se io guardo un horror voglio essere spaventato per bene, la trama dovrebbe essere ben costruita: un esempio ottimo in questo senso è sicuramente The Others del 2001 di Alejandro Amenabar e con una splendida Nicole Kidman)
- i film con trama demoniaci, risultano essere ormai troppo ripetitivi e troppo debitori al classico incontrastato del genere nato nel 1973.

Dopo questo lunghissimo post vi lascio confidando nella visione di film più coinvolgenti.
A presto.

mercoledì 2 marzo 2011

Burlesque!!!!

Due settimane fa, sono andato al cinema e ho, fiinalmente, visto il film Burlesque diretto da Steven Antin con Christina Aguilera e Cher come principali protagoniste.


Il film riprende, in parte, quella che è la meravigliosa tradizione dei musical anni 40-50 americani  ( che ho avuto modo di conoscere grazie a un corso di storia e critica del cinema incentrato tutto sui capolavori di Vincente Minnelli e che mi ha molto affascinato).

Burlesque potrebbe essere definito film musicale più che musical vero e proprio, ma è un film sorprendente.
Personalmente trovo molto affascinante il mondo del Burlesque: apprezzo molto l'estetica burlesque e il modo di concepire lo spettacolo e, soprattutto, l'immagine della donna che questo spettacolo offre che, esteticamente parlando, riprende la moda e le pose tipiche delle pin-up.

Il film in questione, però, si ispira al New Burlesque e focalizza l'attenzione piu sulla musica che sullo spettacolo ironico di spogliarello ( il tutto è però presente in una bellissima scena, con protagonista la Aguilera coperta solo da enormi ventagli di piume).

La trama, ovviamente, è molto semplice ( come in qualsiasi film di questo genere) e il punto forte sono sicuramente le coreografie, le scenografie e l'ottima musica.
Il film risulta essere allegro, ben costruito per luci, montaggio, e sopratutto abiti di scena!!!


Prossimo film che voglio vedere è sicuramente Il rito: ennesimo film su esorcismi e cose simili che a me affascinano moltissimo ( anche se per ora L'esorcista del lontano 1973 rimane imbattuto!!)
a presto !!