giovedì 14 gennaio 2016

Harold e Maude

In questo post vorrei registrare le mie impressioni sul film Harol e Maude del 1971, diretto da Hal Ashby. Film che ho scoperto del tutto per caso grazie alla segnalazione di un 'utente su facebook che ringrazio moltissimo per avermi fatto scoprire questo piccolo gioiellino.

Harold è un ragazzo della classe benestante che, oppresso dalla figura di una madre che lo vuole a tutti i costi far sposare, passa il tuo tempo a inscenare finti suicidi con lo scopo di spaventare proprio la madre che, ormai, è abituata a questi giochetti e non ci fa tanto più caso.
Non capito dalla madre e neanche dallo zio Victor, un generale dell'esercito che incarna il maschilismo più esasperato, Harold trova conforto nella messa in scena di vari suicidi, il pensiero di morte è sempre presente nella sua mente tant'è che viene concretizzato con l'acquisto di un carro funebre come macchina personale. Cosa più eccitante per il giovane ragazzo è la partecipazione ai fnerali altrui! La morte, secondo Harold, è la fuga dalla vita. Incapace di vivere e, forse, oppresso da un contesto familiare snervante, la morte appare come via di fuga, uscita di scena.

A uno dei tanti funerali a cui partecipa, incontra Maude, un'arzilla vecchietta che nutre nei confronti della vita una curiosità spasmodica. Lei inizia subito a socializzare con Harold, all'inizio diffidente.
Anche Maude partecipa ai funerali  perché crede siano belli. La morte chiude il ciclo della vita. E' un momento importante per l'esistenza umana! Chiude la vita e regala valore alla stessa.
Nella visione di Maude la morte acquista un valore di tutto rispetto se collegata alla vita che deve essere piena!
Bisogna saper vivere, bisogna essere curiosi, bisogna sperimentare, bisogna divertirsi. Questo l'insegnamento di Maude al giovane Harold.

"A un sacco di gente piace essere morta, però non è morta veramente... è solo che... si tira indietro dalla vita, e invece bisogna, bisogna cercare, correre i rischi... soffrire anche magari... ma, giocare la partita con decisione! "(Maude)

"Io non sono mai vissuto. Sono morto, qualche volta". (Harold)

Con queste frasi si può ben sintetizzare il rapporto opposto che i due protagonisti instaurano con la vita.
Da una parte Harold, giovane che non riesce a cogliere, forse, le bellezze e le opportunità della vita.
Dall'altra parte Maude, anziana, che ha usato la vita per sperimentare, conoscere, approfondire, rischiare.

Nel film una scena visualizza in perfetto modo questa contrapposzione: gioia-dolore, vita-morte.
All'usicta del funerale dove i nostri protagonisti si incontrano, vediamo il feretro che viene posizionato sul carro funebre e, sullo sfondo, un gruppo di majorette sfila allegro.

Tra Harold e Maude nascerà presto una forte amicizia che si tramuterà addirittura in storia d'amore.
Harold apprenderà da Maude la curiosità e la voglia di imparare e rischiare. Maude Vivrà la sua ultima esperienza amorosa regalando, a tutti gli spettatori, momenti di comicità e frasi esortative sul saper vivere liberi e gioiosi. 
Interrogata da Harold sul perchè Maude rubi spesso le auto e perché non si preoccupi minimamente che quello è considerato reato, Maude spiega,m in tutta tranquillità, che le persone devono imparare a non abituarsi agli oggetti terreni che  sono cose futili e che lasceranno nel mondo terreno.

Una scena che ho trovato particolarmente bella, visivamente parlando, anche per la vicinanza di due inquadrature diverse tra loro, unite grazie al montaggio, e quella che vede i due protagonisti parlare all'interno di un bellissimo campo di margherite. I due vengono ripresi a mezzo busto vicino a questi altissimi cespugli di margherite. Maude riflette sul fatto che le margherite sembrano tutte uguali ma, in realtà sono tutte diverse. Poco dopo vediamo un campo lunghissimo di un cimitero con delle lapidi bianche e proprio li in mezzo ci sono i nostri cari Harold e Maude. 
In questo caso le lapidi sono bianche, tutte uguali. Come le margherite.
La diversità e l'uguaglianza della morte vengono così ben trasmesse allo spettatore anche grazie a questa scelta tecnico-compositiva.


La ricerca della gioia e la curiosità della vita di Maude, la portano a vivere la vita con pienezza e ad essere soddisfatta della stessa (e nel film capiamo perché Maude si è cosi tanto battuta per la libertà, per la vita gioiosa e per il divertirsi: il passato nei campi di concentramento viene solo accennato ma la consapevolezza di quel passato dà modo allo spettatore di capire appieno la personalità di Maude).

Maude pensa che l'ottantesimo anno di età sia perfetto per morire. Festeggia l'ultimo compleanno con il suo amato Harol eche ha grossi progetti per il futuro: il matrimonio. Ma è tardi: Maude ha già preso le pastiglie che in poche ore la porteranno alla morte. La dolorosa decisione è stata presa.

Assistiamo così al suicidio di Harold. 
Ancora una volta una farsa. 
Il film si chiude con lo stesso Harold che suona la canzone che Maude gli aveva insegnato. E così. spensierato e serbando il ricordo di Maude, Harold va verso la vita, sicuro di viverla secondo gli insegnamenti ricevuti.


Questo film riesce a parlare di morte e di vita con una semplicità e con una profondità disarmante. L'aspetto comico accompagna e diverte lo spettatore ma rimane sempre pulito e decoroso.
Un film consigliatissimo!
Voto 9/10

Mathias Mocci
Laureato all'Uuniversità di Parma, nel corso di Laurea Magistrale in Storia, critica e organizzazione delle arti e dello spettacolo con tesi intitolata La morte nell'età contemporanea, tra occultamento, ostentazione ed estetizzazione.

Qui un video del canale Parliamo di morte in cui parlo del film in questione



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